Francesca Schiavone: una grinta stellare!
La partita nei quarti di finale di Parigi tra Francesca Schiavone e Anastasia Pavlyuchenkova vinta dall'Italiana al terzo set.
Una stellare Francesca Schiavone compie l’ennesimo miracolo italiano: dopo un avvio dubbioso che aveva seriamente messo in discussione la possibilità di giocare la semifinale di Parigi riesce, in due ore e quaranta minuti, a sopraffare la russa Anastasia Pavlyuchenkova numero 14 del ranking WTA.
Non era iniziata bene la giornata di Francesca che, in poco meno di trenta minuti, ha perso il primo set con uno schiacciante 6/1 a favore della Russa: nervosa, contratta nessuno dei suoi colpi riusciva ad avere l’effetto desiderato e non andavano mai oltre la metà campo. Neanche il suo famoso rovescio ad una mano.
Stesso destino nel secondo set, dal momento che la Russa era riuscita, in poco tempo, a portarsi sul 4/2. Poi è cambiato qualcosa: Francesca ha iniziata a crescere di gioco, la testa sembrava aver riacquistato la lucidità necessaria ed in poco tempo è riuscita ad agguantare il 4/4 mentre la russa iniziava a tentennare e temere la sorprendente rimonta della milanese e così, mentre un vento fastidioso dava del filo da torcere ad entrambe, Francesca è riuscita a chiudere il secondo set a suo favore con un punteggio di 7/5.
Scivola via il terzo set decisivo dell’incontro, così veloce che in pochissimo tempo la Schiavone riesce a portarsi sul 5/1: poi qualcosa cambia ancora. La testa che se ne va e la Pavlyuchenkova che sembra riacquistare la fiducia persa nel secondo set iniziando a colpire la palla sempre più forte e con maggior precisione tanto da riuscire nell’impresa e portare il punteggio sul 5/5 con una Schiavone tesa e tirata che sente – parole sue – la partita molto più della Russa.
Sono attimi emozionanti quelli che separano Francesca Schiavone dalla vittoria, attimi nei quali lei torna quella del secondo set e la stessa persona prima del vuoto o, per meglio dire, prima del braccetto tennistico. Ma in questi casi è la testa che conta, l’esperienza e l’età sono deterrenti che possono aiutare molto ed è grazie a queste qualità, oltre che al gioco, che la Schiavone riesce a dominare gli ultimi due game e chiudere una partita senza dubbio difficile.
Ora l’attende Marion Bartoli, testa di serie numero 11 del torneo e, soprattutto, Francese: sarà dura ma ormai siamo abituati a soffrire con Francesca Schiavone.